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Pubblicato da Paolo Stefanini ● 22 ottobre 2020

Idrocefalo neonatale, cause e responsabilità dei medici

Idrocefalo-neonatale

L'idrocefalo neonatale è una condizione che determina l’aumento del liquido all’interno dei ventricoli cerebrali. È conosciuto comunemente come lesione del cervello che provoca l’uscita di liquido cerebrale. Questa condizione danneggia il cervello, compromettendo la memoria, il pensiero, il linguaggio. Essendo diretta conseguenza di lesioni, è importante capire se ci sia una responsabilità del medico o dell’equipe medica per un’azione o un’omissione avvenuta durante la nascita del piccolo.

Cos’è l’idrocefalo neonatale e come si verifica

L’idrocefalo è il riversamento di liquido cerebro-spinale e può impedire il corretto sviluppo della corteccia cerebrale con danni permanenti e ingenti al bambino.
L’idrocefalo è la conseguenza secondaria di lesioni. I bambini possono riportare complicazioni permanenti come convulsioni, paralisi cerebrale infantile, ritardi cognitivi, problemi di logopedia e problemi nell’apprendimento e nella comunicazione.
La causa principale, nel neonato, è un’emorragia cerebrale che crea ostruzione e conseguente dilatazione dei ventricoli che richiede un trattamento chirurgico.
Un’altra causa può essere una meningite non diagnosticata.

Le condizioni che provocano un’emorragia intra-ventricolare in un neonato prematuro o a termine sono anche altre:

  • Mancanza di ossigeno al cervello (ipossia)
  • Problemi alla pressione
  • Traumi da parto prolungato o difficoltoso
  • Trauma cranico in fase espulsiva

Esteriormente si nota gonfiore alle tempie, sopra il naso ed intorno agli occhi e l’aumento della circonferenza cranica: a questi segnali, una diagnosi tempestiva ed una terapia adeguata possono scongiurare problemi a lungo termine.

Idrocefalo neonatale, c’è responsabilità dei medici?

La prevenzione dell’encefalopatia ipossico ischemica, dei traumi alla testa, delle infezioni e di altre condizioni che possono causare l’idrocefalo sono di importanza assoluta. Se nonostante la prevenzione, si dovesse verificare l’idrocefalia nel neonato è essenziale la diagnosi e la cura immediata.

Infatti, se l’idrocefalia viene lasciata senza trattamento aumenta il rischio di danni gravi permanenti e ai primissimi sintomi è necessario effettuare esami diagnostici anche per escludere un semplice sospetto.

Quando può esserci responsabilità dei medici?

In caso di mancato rispetto delle linee guida per la diagnosi e cura può configurarsi un’ipotesi di negligenza da parte dei medici. Inoltre, questa negligenza deve determinato lesioni gravi o permanenti al neonato.

È mancata la tempestività nella cura, sempre per il mancato rispetto delle linee guida riconosciute dalla prassi medica, che ha determinato l’aggravarsi dei danni al bambino. Più l’idrocefalia viene tralasciata, maggiori sono i rischi di danni.

Se hai vissuto questa esperienza personalmente, tu direttamente o un tuo familiare, il prossimo passo da fare è raccontare la tua storia a persone competenti in casi di malasanità. Per capire se hai diritto al riconoscimento della colpa del medico e di un risarcimento, c’è bisogno di un team composto di avvocati, medici legali, specialisti neonatologi e ginecologi.

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Topic: Danni da Parto, Danni al neonato

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